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Body Shop PDF Print E-mail
martedė, 01 gennaio 2008
"A poco a poco senza più bisogno di violenza abbiamo accettato il nostro ruolo di oggetti, di statue, di quadri. Ci siamo lasciate alle spalle i paesaggi a cui eravamo abituate. Aspettavamo con pazienza che arrivasse la fine, non importa quale". (dal film Terra Promessa)
 
Un teatro forum sulle tematiche della tratta e delle drammatiche condizioni di sfruttamento sessuale a cui sono sottoposte centinaia di ragazze straniere è stato proposto alla Tenda di viale Molza a Modena agli studenti di alcune scuole superiori modenesi nelle mattine dell'10 e 11 dicembre 2007, grazie ad un progetto teatrale realizzato in collaborazione con il Centro Servizi per il Volontariato, nell'ambito del progetto 10 anni di cammino insieme sulla strada della solidarietà che ha coinvolto gli alunni di alcune scuole modenesi.
teatro forum - teatrindifesi - body shop

 

La messa in scena di Body Shop (Bottega della Carne) è stata curata da Teatrindifesi, compagnia modenese che lavora secondo le tecniche del Teatro dell'Oppresso di Boal. I ragazzi e le ragazze sono stati coinvolti in prima persona in un percorso che ha fatto loro vivere in modo diretto, attraverso il teatro, l'esperienza del percorso migratorio delle ragazze vittime della tratta. Questo ha consentito loro di comprendere le storie, le motivazioni, la condizione in cui si trovano a vivere le ragazze. Il progetto ha avuto un seguito con incontri, seguite da operatori e volontari, sulle diverse opzioni da percorrere per potersi emancipare dalla tratta.
L'iniziativa conclude la rassegna Non trattarmi da prostituta. Storie di donne in dieci anni di interventi a sostegno di migranti vittime di tratta e sfruttamento sessuale che celebra 10 anni di attività del progetto "Oltre la strada" del Comune di Modena.

In occasione del decennale del progetto Oltre la Strada mi è stato proposto di presentare a due classi delle scuole superiori (una 5° dell'Istituto Sigonio prevalentemente femminile e una 4° dell'Istituto Fermi interamente maschile) uno spettacolo sul fenomeno della tratta a scopo di sfruttamento sessuale che avesse come punti principali il progetto migratorio delle donne e la loro successiva riduzione a schiavitù. Si tratta di un'esperienza completamente nuova, sia per noi che per le scuole, anche riguardo al percorso sviluppato.


  1. Preparazione con gli attori, ricerca, lavoro (presentazione)

Per la sceneggiatura, non avendo un contatto diretto con donne che hanno vissuto questa esperienza, ho utilizzato vari testi (libri, appunti, registrazioni, video) che mi hanno fornito gli operatori della rete di Oltre la Strada (Casa delle Donne, A. Ma e Centro Stranieri) che hanno collaborato anche in modo diretto come testimoni, indispensabili nella costruzione del nostro lavoro teatrale.

Quindi la mia regia è consistita soprattutto in una ricerca durata tre mesi per arrivare a comporre una specie di collage nel quale far vedere la complessità e molteplicità delle situazioni. Essendo tutte le non-attrici donne italiane che non hanno vissuto una esperienza del genere, l’approccio alle storie sulle quali abbiamo costruito i personaggi è stato graduale e rispettoso, quasi come in punta di piedi, è stata una esplorazione emotiva che è andata a toccare i nostri pregiudizi, tabù, le nostre paure e le nostre difese. Per questo non ho voluto aggiungere delle parole mie, ma prendere le parole delle testimonianze raccolte entrando nel loro modo di raccontarsi per costruire una specie di empatia virtuale. Abbiamo sofferto... soprattutto per noi, per aver guardato in faccia la nostra indifferenza, che ci aveva accompagnato per anni.


  1. Questionari alle classi

Per prepararci all'incontro abbiamo inizialmente distribuito dei questionari alle classi con l'obiettivo di indagare gli aspetti razionali ed emotivi legati al tema che andavamo a trattare, cercando anche di chiarire la differenza tra Tratta - Sfruttamento sessuale e Prostituzione.

Nel Sigonio rispetto al Fermi sono state molto maggiori la confusione tra i 3 termini (la metà del Fermi lo sapeva, mentre nel Sigonio solo 1 ragazza su 27 ha saputo differenziarli).

Il giudizio della classe femminile risulta molto più moralistico rispetto a quello maschile, mentre nei maschi c'è la differenza fra prostituzione e donne vittime di tratta, fra le ragazze si parla di chi viene con dei progetti e poi è costretta a vendere il proprio corpo (sembra quasi velatamente che se non fosse costretta non avrebbe lo stesso loro giudizio). Infatti la maggior parte di loro dice che molte persone le giudicano male perché non sanno che sono costrette... Ma le ragazze sembrano anche più sincere nell'esprimere i sentimenti, fanno più fatica ma forse perché ci pensano di più? Sembrano più sincere perché molte fanno confessioni tipo: mi vergogno a dirlo ma molte persone che conosco le prendono in giro (magari velatamente c'è una partecipazione ad un “puttan tour”???

L'opinione nei confronti dei clienti è in entrambi le classi molto giudicante (forse per i maschi maggiormente), solo alcuni dicono che possono esserlo tutte le persone di qualsiasi classe sociale e senza problemi psicologici.

I progetti dell'Oltre la strada non sono a conoscenza dei ragazzi/e. Ma sembra velatamente che tra le ragazze sussista un ottica salvifica o moralistica, tipo di “togliere le ragazze dalla situazione”. Per l'espressione emotiva le ragazze sembrano fare più fatica ad esprimersi rispetto ai maschi, molte scrivono indifferenza, ossia sono più sincere, hanno maggiori difese rispetto ai maschi visto che riguarda un tema molto legato alla sessualità femminile o i maschi sono più sensibili?

  1. Presentazione del Teatro Forum

Il metodo utilizzato è quello del Teatro Forum, secondo cui il pubblico (spett-attori, perché appunto attivi) è chiamato a intervenire su una situazione di oppressione e cercare alternative e soluzioni, sostituendosi agli attori. Per questo è un teatro sociale in cui, democratizzando lo spazio scenico, non si offre allo spettatore uno slogan una risposta, ma gli si fa una domanda su cui è invitato ad esprimersi, e ad attuare, le possibili proposte.

La compagnia usa il Teatro dell'Oppresso, tecnica di Teatro Sociale che ha come base Teorica la pedagogia della liberazione di Paulo Freire e come obiettivo la trasformazione sociale.

Le differenze tra le due classi:

- Con chi si sono identificate/i? Lunedì 10/12 è stato giocato di più sul lato empatico-emotivo, dato che le ragazze si sono fortemente identificate nelle protagoniste. Coi ragazzi, invece abbiamo giocato un avvicinamento e identificazione nei personaggi per esperienza di vita (quindi le identificazioni sono state verso i personaggi “influenziabile” e “indifferente”).

-Anche il tempo a disposizione è stato leggermente diverso (con la classe di martedì abbiamo lavorato 30' di più, dato che sono arrivati 10' prima e sono andati via 20' dopo). Ciò ha permesso che fossero giocati molti più interventi rispetto al primo giorno.

  • Gli interventi su cosa sono stati giocati? Con la classe del Sigonio, forse dovuto all'identificazione emotiva hanno agito degli interventi salvifici, pur riflettendo parecchio sui pro e contro di ogni intervento... La classe del Fermi ha lavorato sul colloquio dell'Oltre la Strada perché ha ritenuto che fosse errata la risposta “frase fatta” e si è reso conto che va bene essere dolci ma dopo un po' non la si fa... La classe femminile ha sentito il parere dell'unità di strada per cercare di non chiamare la polizia... o per sentire i pro e contro di tale intervento...si sono poste la domanda: ma chiamare la polizia le aiuta o comporta qualche problema alle ragazze senza documenti?

  1. Restituzione delle classi

Per la restituzione ho utilizzato il Teatro Immagine una tecnica del Teatro dell'Oppresso che permette di esprimersi attraverso il modellamento di immagini in cui poter proiettare le proprie emozioni e così riflettere senza la parola, ma attraverso la creazione estetica. Nell'Istituto Sigonio ho notato un gran coinvolgimento emotivo nelle storie viste: si parla di essersi sentite angosciate nell'essere in possesso di qualcun altro, paura, il modo violento in cui sono state trasportate,trattate come “mucche al macello”. Nell'asta mi sono sentita vuota, non sai se sperare di essere presa da quello o quell'altro, di essere comprata per di più o meno... vuota non riuscivo a sentire un'emozione precisa: vuota. Mi ha fatto riflettere tantissimo, mi sentivo partecipe, mentre molte volte passi da lì o molta gente dice alla fine l'hanno voluto loro... Io ho provato come avviene questa cosa...

Si percepisce la gerarchia oppressiva, la solitudine delle vittime, il senso d'inferiorità, vuoto, oggetti in possesso e incapacità ad uscire da questo invischiamento (senso di appartenenza al capo, autolesionismo), impossibilità di salvarsi. Solitudine nella massa, mancanza di fiducia nell'altro, anche tra le ragazze senso di invidia, paura. Non sapere che fare per salvare...

Immagini :

Documenti: nel momento in cui ti tolgono i documenti non sei più nessuno, anche quando ti tolgono gli affetti (nell'immagine chi è in piedi fa vedere il cuore in mano, il possesso degli affetti).

In trappola: il corpo che non vede nel rapporto carnale, indifferenza dei clienti, ecc... senza anima...

L'immagine “Denigrazione” dell'Istituto Sigonio coincide perfettamente con una fatta dall'Istituto Fermi, nella posizione fisica del soggetto solo e a terra che guarda a terra e ha le mani appoggiate sul pavimento. Altre immagini ricorrenti sono il puntare il dito, e il calpestare.

Nell'Istituto Fermi

Si è lavorato con le immagini sull'indifferenza (mi sento poco considerato).

Due lati di una medaglia: chi ha la possibilità e chi è povero... La persona che è e la persona che voleva essere. È stato forte il vedere che le prostitute avevano desideri simili ai loro... di studio.

Rabbia, cattiveria (da parte dell'oppressore) e paura da parte della vittima.

Non ce la fa più, non riesco a far niente, debolezza, abbandono, rassegnazione, impotenza. Per uscire consapevolezza che tu non sei così debole e necessità di venirne fuori.

Paura e rabbia di quello che succederà. Separazione forzata.

Idea di aiutarlo però distante, ancora in movimento, non sono arrivato al momento in cui aiutarlo...


Inoltre le azioni si sono protratte anche dopo:

alla mia richiesta di scrivere qualcosa sull'esperienza un ragazzo sulla sua pagina web (http://ronkas.wordpress.com/2007/12/12/teatro dell'oppresso) ha fatto riflessioni molto interessanti e profonde, di cui riporto una sintesi:

L’esperienza più sorprendente è stata la rappresentazione teatrale organizzata alla Tenda (a Modena) a cui abbiamo assistito, che è stata realizzata secondo lo stile “teatro dell’oppresso“.
Questo curioso metodo ci ha permesso di essere appunto “spett-attori” e rifare alcune scene sostituendo un personaggio e comportandoci secondo la nostra opinione.Il risultato è stato devastante (in senso buono).

La mia correzione, è stato riguardo a una frase del personaggio da me sostituito, che tentava di consolare con un “ti capisco” dei più blasonati la ragazza ex-prostituta, e secondo la mia modesta opinione non era affatto il modo e il caso di procedere su quella via.

Sul palco, sentendomi in difficoltà, ho ripetuto quasi istintivamente quella stessa frase da me contestata, e ciò mi ha fatto pensare, e spero che il messaggio sia trasparito un po’ tutti i presenti.

Questo mondo è contagiato in buonismo che ha sconfinato in terribile ipocrisia, sono tutti bravi a lamentarsi di lavavetri, parcheggiatori abusivi e prosititute in strada, però nessuno fa mai niente, o peggio, dice, si lamenta e poi invece sfrutta la situazione. Comunque, per nostra fortuna, c’è gente che si rimbocca le maniche. Quello che mi sembra di aver capito però, è che, come è comune dire, “tra il dire e il fare…” però uno non ci crede finché non ci mette la zampa. Anche in buona fede, uno ricade nell’errore. Dunque, queste anime pie che vogliono sforzarsi di allungare la mano, vanno aiutate e supportate (anche con l’informazione tra i giovani: ci si lamenta sempre che le nuove generazioni siano buone a nulla; vanno evidentemente provocate!) per aiutare così anche chi si trova in difficoltà.

Altri commenti sono stati:

Quest’esperienza è stata molto formativa a mio parere!

Anche a me è piaciuta molto (e credo a tutti). Comunque devo dire una rappresentazione molto realistica, e efficace, per passarci questo messaggio.



PROSPETTIVE FUTURE

Da adesso fino ad aprile alcuni volontari delle Associazioni Casa contro la violenza alle donne e Marta e Maria seguiranno gli studenti che in gruppi misti di entrambi le classi prepareranno prodotti artistici fatti da loro, utilizzando la tecnica che vogliano scegliere: video, musica, teatro, ecc...

Il gruppo che scelga il teatro sarà seguito da me per mettere in scena uno spettacolo su questa tematica da far vedere alle altre classi con l'obiettivo di sensibilizzarle sulla tratta a scopo di sfruttamento sessuale.



Materiale utilizzato per la creazione di BODY SHOP (BOTTEGA DELLA CARNE)

Interviste fatte direttamente ad alcune operatrici/ori della rete dell'Oltre la strada di Modena.

BIBLIOGRAFIA

Storie di vita” Progetto WEST La tratta delle donne a scopo di sfruttamento sessuale dall'Est Europa

E siamo partite! Migrazione, tratta e prostituzione straniera in Italia” (di Corso Carla, Trifirò Ada)

Le ragazze di Benin City-la tratta delle nuove schiave dalla Nigeria ai marciapiedi d'Italia” (di Laura Maragnani, Isoke Aikpitanyi)

 

articoli

http://www.sassuolo2000.it/modules.php?name=News&file=article&sid=65206 

 

FILMOGRAFIA

La casa di Mary” di Chiara Forti (a cura di Casa delle Donne Contro la Violenza), Modena 2007

Terra Promessa” di Amos Gitai, Israele 2004

La sconosciuta” di Giuseppe Tornatore, Italia 2006

Vesna va veloce” di Carlo Mazzacurati, Italia 1996

Il segreto di Esma” di Jasmila Zbanic, Bosnia-Herzegovina 2005

Last Updated ( mercoledė, 15 ottobre 2008 )
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