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L'Estetica dell'Oppresso PDF Imprimir E-mail
Por Francesco Lugli   
19 de novembre de 2006

L'ESTETICA DELL'OPPRESSO

È la ricerca più recente di Augusto Boal e dell'equipe del Centro Teatro do Oprimido di Rio de Janeiro. Si basa sulla certezza che l'essere umano è migliore di quello che crede di essere, è capace di fare più cose di quelle che realizza. L'estetica dell'oppresso vuole promuovere l'espansione della vita intellettuale ed estetica dei partecipanti ai laboratori di Teatro dell'Oppresso affinché non svolgano solo la funzione dell'attore che rappresenta un personaggio sul palco.

Si vuole espandere la loro capacità di comprendere il mondo e la possibilità di comunicare agli altri membri delle loro comunità, le conoscenze raggiunte, scoperte, inventate o reinventate. L'Estetica dell'Oppresso si basa sull'idea che il Teatro dell'Oppresso è un Teatro Essenziale, nel senso che si riferisce all'essenza propria dell'essere umano. Ogni essere umano è Teatro, grazie alla sua capacità di “vedersi” mentre agisce, di essere spettatore di se stesso. Di riuscire a individuare in se stesso uno spettatore e un attore, allo scopo di moltiplicare la capacità di capire le sue azioni. La capacità di rappresentare la realtà, ovvero ritrarre il reale in una sua immagine, ha anche la funzione di proiettarci nell'esame delle possibilità future. Anche l'EdO, come il TdO ha lo scopo di sviluppare le capacità di ricreare e analizzare la realtà, immaginare o inventare il futuro. Strumenti nel percorso di scoperta di queste potenzialità e capacità trasformatrici, sono attività nel campo della parola, dell'immagine, del suono e dell'etica.

Última Atualização ( 29 de maggio de 2008 )
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