|
| Língua |
|---|
| Laboratori su richiesta |
|
|
|
| Por Francesco Lugli | |
| 18 de novembre de 2006 | |
|
teatrindifesi è disponibile per progettare con le istituzioni interessate, laboratori ad indirizzo sociale e psicologico. In caso siate interessati vi preghiamo di contattarci. Segue una proposta.
Il teatro come strumento di partecipazione alla vita di una comunitàLaboratorio sulle tecniche base del Teatro dell'Oppresso
Introduzione
Cos'è il teatro dell'oppresso? Il Teatro dell’Oppresso è un metodo teatrale, creato dal dramaturgo brasiliano Augusto Boal, che si ispira alla Pedagogia dell'Oppresso di Paulo Freire, una forma di educazione popolare orientata allo smantellamento delle ingiustizie sociali. Questa forma innovativa di teatro parte dall’affermazione che tutti possono fare teatro…anche gli attori. Si basa quindi sulla democratizzazione dello spazio scenico, ed aiuta le persone a scoprire le proprie capacità artistiche che permettono di metaforizzare la realtà e, conseguentemente, di trasformarla.
Come funziona il teatro dell'oppresso? Le tecniche del TdO sono state applicate al teatro tradizionale, a lavori interdisciplinari, a dinamiche personali o di comunità, a temi come l'educazione, la sensibilizzazione ambientale, la prevenzione contro la violenza e il razzismo. Si basano sull'utilizzo di un linguaggio simbolico che stimola i partecipanti a sviluppare una “intelligenza emozionale”, ad utilizzare una comunicazione aperta, ad incominciare a dare dignità a propri desideri e cercare di realizzarli in forma creativa.
Quali sono le tecniche del TdO? I GIOCHESERCIZI I giochi-esercizi sono strumenti di preparazione teatrale per sciogliere le nostre rigidità corporee e percettive. L'esercizio è una riflessione fisica su se stessi. Un monologo. Una introversione. I giochi, in compenso, sono legati all'espressività del corpo che emette e riceve messaggi. I giochi sono un dialogo, esigono un interlocutore. Sono estroversione. Per Boal sono strumenti di analisi e trasformazione della realtà oppressiva, quanto le altre tecniche; contengono in sé i principi base del TdO. Non sono quindi solo mera preparazione ad altro ma strumenti di ricerca completi.
IL TEATRO-FORUM. È una delle tecniche del TdO che prevede:
Il Teatro-Forum nasce in Perù, casualmente, per l'insoddisfazione di una spettatrice che non riusciva a veder realizzati dagli attori i propri suggerimenti. Si tratta di una scena teatrale che rappresenta una situazione negativa, oppressiva o semplicemente problematica. La scena è presentata una prima volta, quindi il pubblico è chiamato a intervenire e cercare alternative e soluzioni, sostituendosi inizialmente al solo Protagonista. Il conduttore del Forum, chiamato Jolly, non giudica i diversi interventi ma interpella il pubblico sulla realtà ed efficacia delle soluzioni proposte, problematizzandole. Il Teatro-Forum in Sud America era giocato come simulazione, prova generale prima dell'azione (uno sciopero, una manifestazione, ecc.); in Europa esso è diventato un vero e proprio spettacolo, lo stile è anche non realistico (simbolico, surreale, ecc.), il pubblico spesso disomogeneo.
IL TEATRO-IMMAGINE È una tecnica basata sulla costruzione di immagini coi corpi delle persone; queste immagini ci dicono come una persona e un gruppo la pensano visivamente, su un certo argomento; le immagini poi possono essere dinamizzate con l'intervento del pubblico o autonomamente per esplorare le tensioni interne, i conflitti, i desideri e i cambiamenti possibili. Siccome l'immagine è probabilmente più legata all'inconscio, al non-verbale, all'emisfero destro del cervello, permette una conoscenza che attraversa il controllo della mente conscia, supera le difese e le repressioni, aiuta a liberare l'immaginario.
IL TEATRO-INVISIBILE Azioni teatrali preparate con cura che non vengono svelate e si svolgono in luoghi pubblici come eventi strani che accadono e suscitano l'attenzione dei presenti ignari. Successivamente gli attori convogliano la discussione delle persone sui fatti che a loro interessa esplorare, immettendo informazioni e opinioni, agendo con i diversi personaggi che si sono dati e improvvisando col pubblico. Scopo dell'invisibile è far esprimere spontaneamente il pubblico ignaro per verificare le opinioni che emergono e per indicare alternative possibili. Per Boal non va mai svelato, pena l'annullamento della sua forza con la riduzione a "semplice evento teatrale". È un vecchio strumento che esiste da tempo immemore nella sua forma più semplice e che era usato in maniera massiccia durante la Repubblica di Weimer nella Germania pre-nazista, da gruppi di cosiddetti agit-prop. Boal lo usa e sistematizza in Argentina nel 1971 dove, da rifugiato politico, era costretto a fare teatro segretamente.
IL TEATRO LEGISLATIVO In estrema sintesi il Teatro-Legislativo è una delle ultime creazioni di Boal, l'autore del Teatro dell'Oppresso. Si tratta di una struttura che mette il metodo teatrale di Boal all'interno di un percorso di ricerca e crescita collettiva del rapporto tra popolazione e Istituzioni. Boal lo chiama strumento per attuare una democrazia transitiva, che sia intermedia tra quella delegata e quella diretta (come nell'antica Grecia, ormai impossibile nelle società complesse). Democrazia, perché torna a dare al popolo parte del potere che le elezioni delegano ai politici per un intero periodo, senza possibilità di influenzarli in itinere. L'obiettivo è quindi quello di connettere i bisogni e desideri popolari, o meglio dei gruppi organizzati della società civile, con il Palazzo, in un rapporto circolare di influenzamento, mediato però dai coscientizzatori teatrali. Questi costruiscono percorsi che permettono ai gruppi di esprimere le urgenze e i problemi più sentiti e metterli in scena; questi pezzi sono presentati come Teatro-Forum a gruppi simili e talvolta anche in festival. Dagli interventi del pubblico nascono idee e alternative di soluzione che vengono raccolte sistematicamente dagli animatori e portate nell'Ufficio di Boal. Qui, un gruppo di legali, trasforma questo materiale, lo pulisce e lo ridà sotto forma di proposte di Legge che Boal presenta nella Camera. I risultati di ciò come l'iter e il punto della situazione vengono periodicamente riportati alla gente tramite azioni teatrali. Il circuito è così' avviato circolarmente.
L'ESTETICA DELL'OPPRESSO È la ricerca più recente di Augusto Boal e dell'equipe del Centro Teatro do Oprimido di Rio de Janeiro. Si basa sulla certezza che l'essere umano è migliore di quello che crede di essere, è capace di fare più cose di quelle che realizza. L'estetica dell'oppresso vuole promuovere l'espansione della vita intellettuale ed estetica dei partecipanti ai laboratori di Teatro dell'Oppresso affinché non svolgano solo la funzione dell'attore che rappresenta un personaggio sul palco. Si vuole espandere la loro capacità di comprendere il mondo e la possibilità di comunicare agli altri membri delle loro comunità, le conoscenze raggiunte, scoperte, inventate o reinventate. L'Estetica dell'Oppresso si basa sull'idea che il Teatro dell'Oppresso è un Teatro Essenziale, nel senso che si riferisce all'essenza propria dell'essere umano. Ogni essere umano è Teatro, grazie alla sua capacità di “vedersi” mentre agisce, di essere spettatore di se stesso. Di riuscire a individuare in se stesso uno spettatore e un attore, allo scopo di moltiplicare la capacità di capire le sue azioni. La capacità di rappresentare la realtà, ovvero ritrarre il reale in una sua immagine, ha anche la funzione di proiettarci nell'esame delle possibilità future. Anche l'EdO, come il TdO ha lo scopo di sviluppare le capacità di ricreare e analizzare la realtà, immaginare o inventare il futuro. Strumenti nel percorso di scoperta di queste potenzialità e capacità trasformatrici, sono attività nel campo della parola, dell'immagine, del suono e dell'etica.
Che cos'è il jolly? Un ruolo importante in tutte le tecniche del TdO è quello del jolly, che non ha la funzione di educatore ma quella di facilitare il lavoro ad esempio facendo domande, creando collegamenti, analizzando e valorizzando le proposte del pubblico. È un ruolo imparziale che richiede conoscenze politiche, pedagogiche e teatrali al fine di affrontare la complessità in ogni suo aspetto.
Come si svolge un laboratorio di teatro dell'oppresso? L'unico modo di imparare le tecniche del TdO è quello di sperimentarle direttamente. Il metodo si può sintetizzare con il motto: Fare, riflettere, rifare. Fare, significa fare l’esperienza, scoprire e scoprirsi attraverso il gioco, riflettere sull’esperienza fatta per fissare i concetti, rifare significa ipotizzare azioni nel contesto in cui operano i partecipanti al laboratorio.
Obiettivi In una prima fase il laboratorio coinvolge i partecipanti affinché:
Contestualmente, durante gli incontri, emergeranno dal gruppo problematiche, inquietudini ed eventuali situazioni di oppressione: ciò rappresenta il materiale su cui si lavorerà con le tecniche teatrali. Nella seconda parte si intende spostare l'attenzione e l'azione teatrale verso le problematiche del contesto da cui proviene il gruppo (quartiere, paese, città, scuola, ambiente lavorativo, famiglia ...) per tentare una trasformazione con il contributo degli altri attori sociali. I partecipanti impareranno a saper progettare interventi di educazione o di sensibilizzazione con le tecniche del TdO.
Metodologia Nell'arco del laboratorio verranno usate le seguenti attività, in misura variabile a seconda delle fasi:
Risultati Alla fine del corso ci si aspetta che i partecipanti abbiano acquisito le seguenti capacità:
Possibili sviluppi Ai proponenti del corso interessa individuare tra i corsisti alcuni futuri collaboratori per progetti sociali.
Caratteristiche del luogo e dello spazio I curatori del corso sono disposti a spostarsi nella provincia di Modena e nei luoghi più raggiungibili delle province di Reggio Emilia e Bologna. Per lo stage si richiede una sala di dimensioni elevate (varia a seconda del numero di partecipanti)
Curatori del corso Luciana Talamonti, attrice semi-professionista da ormai 16 anni, esegue e dirige rappresentazioni, continuando ad affinare la sua esperienza attraverso la formazione . Il TdO lo inizia a praticare dal 2001 mediante la tecnica del teatro-giornale. È inoltre laureata in Psicologia con indirizzo Clinico-Sociale. Francesco Lugli, segue un percorso formativo di teatro attraverso numerosi laboratori. Presenta con i gruppi Teatro-Giornale e Teatrincorso, performance in manifestazioni e conferenze.
Entrambi sono stati membri per quattro anni della Compagnia dell'Associazione Giolli con cui hanno partecipato a decine di spettacoli e azioni dirette. Compiono, a cavallo tra il 2005 e il 2006, un viaggio di un anno di formazione e sperimentazione delle tecniche del TdO attraverso l'America Latina. |
|
| Última Atualização ( 06 de settembre de 2007 ) |
| < Anterior | Próximo > |
|---|
| Elementos Relacionados |
|---|