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Cos'č il Teatro delle Oppresse? PDF Stampa E-mail
Scritto da Luciana Talamonti   
giovedė, 07 gennaio 2016 11:56

Il Teatro delle Oppresse è un’attività collettiva “di cura” sia a livello personale che collettivo e dalla quale si approfondiscono le reti sociali e di mutua collaborazione tra donne. E' uno spazio per donne dove analizzare insieme la cultura oppressiva eteronormativa e cercar insieme altre forme di auto-organizzazione, ascolto e lotta artistico-politica dove poter metter il nostro corpo liberamente.

Il laboratorio Maddalena (“Madalena” originalmente, in portoghese) nacque dall’iniziativa di Bárbara Santos, curinga di Teatro dell’Oppresso, che insieme alla regista teatrale italiana Alessandra Vannucci, svilupparono questa esperienza in Brasile, Guinea-Bissau, Mozambico e Portogallo, col sostegno del Centro del Teatro dell’Oppresso (CTO Rio).
La Rete Internazionale (Red Ma(g)dalenas Internacional) ha gruppi in tutto il mondo: Uruguay, Guatemala, Brasil, Argentina, Guinea Bissau, Mozambico, Francia, Svizzera, Germania, Spagna, Nepal, Colombia, e anche in Italia, a Bologna Luciana Talamonti fa parte del Collettivo Maddalene Bologna insieme a donne di altri gruppi di TdO (Krila e Teatro Liquido) e non. Questa rete è unita per un profondo impegno verso l’uguaglianza di genere e i diritti umani delle donne. Luciana ha partecipato in rappresentanza al I Festival Ma(g)dalenas Internacional il 2015 in Patagonia, Argentina e a Giugno si sta organizzando  un incontro Europeo di Maddalene.


Primo Manifesto della Rete Ma(g)dalenas Internazionale:
Una Rete in Movimento

“Negli anni mi transformai:
fui santa, fui strega, fui puttana,
ma mai azzittì,
ma mai azzittì!,
Son forte e guerriera, io son,
ma zitta non sto, ma zitta non sto!”

Noi, persone socializzate come donne, art-iviste praticanti del Teatro delle Oppresse, formiamo la Rete Ma(g)dalena Internazionale, per vincere l’idea patriarcale che siamo sole, che siamo fragili e inferiori e che dobbiamo giustificare i nostri passi e sostenere il peso del mondo. Lottiamo per superare le oppressioni che si manifestano allo stesso tempo in tutti gli spazi che abitiamo e che limitano e impediscono la nostra dignità e possibilità di sviluppo, libertà e felicità. Vogliamo trasformare il mondo dalla solidarietà, dalla forza dell’affetto e della collettività. Sviluppiamo un’estetica propria che ci include ed è il nostro strumento di ricerca, creazione e produzione artistica per la trasformazione di questa realtà oppressiva.

Insieme vogliamo realizzare il sogno di una società basata nella giustizia, libera dall’ideologia capitalista di competitività, sfruttamento della persona umana e distruzione della natura. Una società senza razzismo, senza maschilismo, senza omofobia, senza lesbofobia, senza stereotipi ne mandati sociali e senza patriarchi, dove sia possibile reinventare e moltiplicare gli spazi di potere e diversificare chi li occupa.

Lavoriamo per superare l’idea di genere come definitore di diritto, di spazio e di funzione sociale. Ricerchiamo le diverse forme di comprendersi donna come forza mobilizzatrice d’identità d’appartenenza tenendo in conto e valorizzando le pratiche culturali che ognuna desidera questionare. Tra noi siamo molteplici in origini, in culture, in etnie e razze, in classe sociale, in orientamento sessuale… Il nostro movimento si basa su riconoscimento e rispetto di quelle specificità. Prendiamo forte l’idea di collettivizzarci con l’obiettivo di creare il nostro potere (empowerment) dall’amore e la forza, la lotta
e l’espressività.

Da un processo dialettico e dialogico che riconosca la diversità di ogni territorio rapportiamo questi vissuti con le diverse sfumature d’oppressori che si inter-relazionano, come: classe, razza, genere e sessualità. Ci alleiamo con le estetiche popolari contrapponendoci alle estetiche dominanti quando riconosciamo l’importanza del simbolico, del corpo, dei canti, della danza, degli elementi originari ed ancestrali di ogni spazio. Ci vediamo avvolte nell’autocoscientizzazione e riflessione delle nostre riproduzioni
stereotipate verso la donna in genere e siamo in piede di guerra per abbattere qualsiasi pensiero o azione che ci unisca ai poteri di subordinazione sia nel nostro spazio o nel mondo.

La nostra estetica invita alla diversità di letture, alla molteplicità di sguardi sul mondo. Non cerchiamo un teatro di "genere" fatto da donne, tentiamo di esprimere un’estetica femminista Ma(g)dalena.
Ci impegniamo a scrivere la nostra propria storia in nome delle nostre ancestre, per le quelle che siamo ora e per quelle che verranno.

¡La rivoluzione sarà femminista o non sarà!

****

“Recuperare quel che Eva perse …” e Lilith, e le ancestre e tante altre e
noi tutte…
Il territorio, la parola ed il corpo, il piacere, la autonomia, le libertà.
Rifiutiamo il luogo di sottomissione, svalorizzazione e imprigionamento in cui
storicamente questa società ci ha collocate. E perché ci rifiutiamo di riprodurre
le oppressioni “naturalizzate” è che ci crediamo come uno spazio di
rafforzamento (empowerment), libertà ed autonomia per incontrarci, riconoscerci, e
fortificare le nostre lotte.
“..senza chiedere permesso, ne per entrare, né per uscire dal paradiso”
Combattiamo tutte le forme d’oppressione; attraverso la riapropriazione dei
mezzi di produzione artistica e azioni sociopolitiche concrete e
continuate.
• Lottiamo per la conquista dei nostri diritti sessuali e (non) riproduttivi.
• Lottiamo per rompere con stereotipi eteropatriarcali.
• Lottiamo per terminare coi privilegi ed essere libere, e anche per riconoscerne i propri e trasformarli.
• Lottiamo per creare nuove forme di rapportarci dalla sororità (solidarietà vissuta nello stesso corpo) e l’organizzazione, rispettando i processi individuali e di gruppo
Il nostro impegno politico è dai femminismi riconoscendo le nostre differenze; sapendoci capaci d’una allegra ribellione che ci potenzi per decolonizzare i nostri corpi, i nostri vincoli e gli spazi che abitiamo.
• Il nostro impegno è questionarci costantemente nelle nostre pratiche quotidiane, per trasformare funzionamenti propri che rafforzino l’eteropatriarcato.
• Il nostro impegno è coinvolgerci con le comunità dove stiamo e i loro movimenti ed organizzazioni sociali, fortificando, moltiplicando e articolando processi di trasformazione sociale da e per le oppresse.
• Rifiutiamo pratiche elitiste e lavoriamo per creare alleanze, per me , per noi e per le altre.

 

Primer Manifiesto de la Red Ma(g)dalenas Internacional:
Una Red en Movimiento

“A través de los años me transformé:
fui santa, fui bruja, fui puta,
más no me callé,
no me callé!
Soy fuerte y guerrera, yo soy,
más no me callé, no me callé!”

Nosotras, personas socializadas como mujeres, art-ivistas practicantes del
Teatro de las Oprimidas, formamos la Red Ma(g)dalena Internacional, para vencer
la idea patriarcal de que estamos solas, que somos frágiles e inferiores y que
tenemos que justificar nuestros pasos y sostener el peso del mundo. Luchamos
para superar las opresiones que se manifiestan al mismo tiempo en todos los
espacios que habitamos y que limitan e impiden nuestra dignidad y posibilidades
de desarrollo, libertad y felicidad. Queremos transformar el mundo desde la
solidaridad, de la fuerza del afecto y de la colectividad. Desarrollamos una
estética propia que nos incluye y es nuestra herramienta de investigación,
creación y producción artística para transformación de esta realidad opresiva.

Juntas queremos hacer real el sueño de una sociedad basada en la justicia, libre
de la ideología capitalista de competitividad, explotación de la persona humana
y destrucción de la naturaleza. Una sociedad sin racismo, sin machismo, sin
homofobia, sin lesbofobia, sin estereotipos ni mandatos sociales y sin
patriarcas, donde sea posible reinventar y multiplicar los espacios de poder y
diversificar quien los ocupa.

Trabajamos para vencer la idea de género como definidor de derecho, de espacio y
de función social. Investigamos las diversas formas de comprenderse mujer como
fuerza movilizadora de pertenencia identitaria teniendo en cuenta y valorando
las prácticas culturales que cada una desea cuestionar. Entre nosotras somos
múltiples en orígenes, en culturas, en etnias y razas, en clase social, en
orientación sexual… Nuestro movimiento está basado en el reconocimiento y
respeto a esas especificidades. Tomamos fuerte la idea de colectivizarnos con el
objetivo de crear nuestro empoderamiento desde el amor y la fortaleza, la lucha
y la expresividad.

Desde un proceso dialéctico y dialógico que reconoce la diversidad de cada
territorio relacionamos estas vivencias con los diversos matices opresores que
se interrelacionan, como: clase, raza, género y sexualidad. Nos aliamos con las
estéticas populares contraponiéndonos a las estéticas dominantes cuando
reconocemos la importancia de lo simbólico, del cuerpo, de los cantos, de la
danza, de los elementos originarios y ancestrales de cada espacio. Nos vemos
envueltas en la autoconcientización y reflexión de nuestras reproducciones
estereotipadas hacia la mujer en general y estamos en pie de guerra a derribar
cualquier pensamiento o acción que nos una a los poderes de subordinación así
sea en nuestro espacio o en el mundo.

Nuestra estética invita a la diversidad de lecturas, a la multiplicidad de
miradas sobre el mundo. No buscamos un teatro de "género" hecho por mujeres,
buscamos expresar una estética feminista Ma(g)dalena.
Apostamos a escribir nuestra propia historia en nombre de nuestras ancestras,
por las que estamos y están por venir.

¡La revolución será feminista o no será!

****

“Recuperar lo que Eva perdió …” y Lilith, y las ancestras y tantas otras y
nosotras…
El territorio, la palabra y el cuerpo, el placer, la autonomía, las libertades.
Rechazamos el lugar de sumisión, desvalorización y aprisionamiento en el que
históricamente esta sociedad nos ha colocado. Y porque nos reusamos a reproducir
las opresiones “naturalizadas” es que nos creamos como un espacio de
empoderamiento, libertad y autonomía para encontrarnos, reconocernos, y
fortalecer nuestras luchas.
“..sin pedir permiso, ni para entrar, ni para salir del paraíso”
Combatimos todas las formas de opresión; a través la reapropiación de los
medios de producción artística y acciones sociopolíticas concretas y
continuadas.
• Luchamos por la conquista de nuestros derechos sexuales y (no) reproductivos.
• Luchamos por romper con estereotipos heteropatriarcales.
• Luchamos por terminar con los privilegios y ser libres, y también por
reconocer los propios y transformarlos.
• Luchamos por crear nuevas formas de relacionarnos desde la sororidad y la
organización, respetando los procesos individuales y grupales
Nuestro compromiso político es desde los feminismos reconociendo nuestras
diferencias; sabiéndonos capaces de una alegre rebeldía que nos potencie para
descolonizar nuestros cuerpos, nuestros vínculos y los espacios que habitamos.
• Nuestro compromiso es cuestionarnos constantemente en nuestras prácticas
cotidianas, para transformar funcionamientos propios que refuerzan el
heteropatriarcado.
• Nuestro compromiso es involucrarnos con las comunidades en donde estamos y sus
movimientos y organizaciones sociales, fortaleciendo, multiplicando y
articulando procesos de transformación social desde, por y para las oprimidas.
• Rechazamos prácticas elitistas y trabajamos para crear alianzas, por mí , por
nosotras y por las otras.

Ultimo aggiornamento ( giovedė, 08 dicembre 2016 17:43 )
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